La Furgoneide – la lunga notte di Furgonaro e Truman (parte seconda)

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“Le opzioni so due: o vai a smorza’ ar giolly bar sulla prenestina, o vai alla ricerca delle malattie perdute dai viados brasileiri al mattatoio.
Grazie a Dio, che è un grande architetto, ste due oasi del piacere nun so pe niente lontane tra de loro.
Lontana era la visione mia e de truman: io avendo gia doppiamente eiaculato copiosamente avevo voglia de anna ar bar, tra l’altro dotato di ottime infrastrutture per amici dal naso Rowenta come il nostro.
Truman, che è sempre de buon cuore m’assecondò, anche se immagino quanto je potesse prude la cappella.
Ar bagno der bar dopo ave’ sverniciato le maioliche cor naso, ce rimasi io in preda ar classico cagotto che te dà la mannite co cui tagliano la droga.
Dopo aver crepato il cesso in due, e uscito dar bagno vergognoso dell’aroma lasciato in eredità, cercavo l’amico mio convinto de trovallo co 3 marlboro accese in mano o dentro er furgone.
Qui inizia la follia de tipo clinico: er furgone nun c’era.
Ho pensato “stai fulminato, lo hai parcheggiato altrove, stai calmo, ragiona” e… no, er furgone non c’era, cosi come quell’immondizia ambulante di Truman.
Mi arriva un SMS che dice: er furgone ce l’ho io, vado a segna’ er punto, non te preoccupa’ te torno a prende tra poco.
M’aveva inculato le chiavi che avevo poggiato sul lavandino der bagno, era andato di certo a trans senza volere addosso la pressione dell’avversario, potevo pure capillo, ma la cosa che me dava un profondo disagio era che ar bar iniziava a girà gente che andava a lavoro e il cielo se stava pe fa’ argenteo, io lì nun ce volevo sta’.
Me so chiaramente tracannato altre bibbite alcoliche, e de botto me se accende una lampadina in testa: pure io dovevo andà a lavoro.
Eh si cari miei, perché mica era sabato, era mercoledì.
Alle 7 avevo appuntamento a borghesiana co 4 operai da porta’ a palestrina e dovevo pure passa’ a prende der materiale.
Chiamo truman non risponde.
Panico paura.
Mando un messaggio co scritto: porco de iddio dovemo anda a borghesiana pe lavoro ADESSO, torna qui subito”
Volume 2Dopo 4/5 minuti arriva ner parcheggio con a fianco due figure che fatico a identificare, o forse NON volevo.
Erano due trans: uno era uguale a Gigi Di Biagio ma debitamente parruccato, l’altro era un indefinito incrocio tra una figa e Pippo Franco, non capivo.
-“TRUMAN che cazzo fai??? ma sopratutto… chi so questi??? dovemo vola’ a palestrina!”
Le pupille a spillo e la voce rilassatamente menefreghista: Truman aveva fumato la boccia ci avrei giurato.
“A frateee devi sta tranquillo, loro vengono co noi a palestrina, tanto hanno staccato, semo andati a prende la merce da un amico loro vieni siediti che fai colazione!, poi vedi che ho preso pure pe te na bella donzella?”
Eccalla’: manco nel peggiore B-movie anni ‘80, manco nella mente malata di Dario Argento se poteva prospetta’ tanto squallore: un viaggio sul ducato alle 7 de mattina co 2 trans e 4 nigeriani, tra l’altro sforavano pure i posti cabina.
La faccia de sti poveri negri quando so saliti sur furgone non la scordero’ mai, peccato non avere confidenza e la loro poca conoscenza dell’italiano: avrei pagato oro per sapere cosa stessero pensando.
Intanto i trans scraccavano lieti sul sedile de dietro, e uno era seduto sopra a truman al quale non ho mai avuto coraggio di chiedere cosa stesse facendo de preciso.
Io non lo se ci avessero fermato cosa sarebbe successo: er permesso pe sta in italia credo ce lo avessimo solo io e truman, e questo era chiaramente solo er più piccolo dei problemi…”

Palestrinatece:

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