Saruman, la Salaria e l’evoluzione del mestiere

“Buongiorno Spò! Non sai quanto sono felice di scrivere di nuovo sulle tue virtuali pagine di memorie malate. Ovviamente sono il tuo fottutissimo Saruman, malato manipolatore di persone deviate dalla ragione.
Sta storia risale al venerdì scorso, quindi robba fresca, e sta volta non ce sta né Er Verme, né Er Vertebra, né Er Pazzo, solo io; e come ar solito, non ce sta un lieto fine.
Per lavoro ero in Motorizzazione sulla Salaria.
Qui mi prendo qualche riga per elogiare la strada con le mestieranti più fregne che i miei occhi indegni abbiano mai visto, avrei dato loro oltre che la mia nerchia ed il mio conto in banca anche rispetto e amore, ma di queste quattro cose avevo solo la nerchia.
Finito di sbrigare le mie cose di lavoro mi dirigo felice felice verso la macchina, pronto a girarmi un cillabong da sturbo mentale. Poi vedo lei.
Milf, alta, mora, occhi verdi smeraldo e bocce disgustosamente enormi. Spò era vestita da mignotta, ma non quelle dei marciapiedi, bensì come quelle che vanno con le amiche al bar a fare l’happy hour (stamo sempre a parlà de mignotte, me pare.)
Me guarda e me lancia un sorriso da porca che mannaggia a dio m’é salito il Brad Pitt arrogante. Subbito petto in fuori, pelo in vista pe fa capire all’istante che so omo-vero, mi dirigo verso di lei lentamente mentre fumo la mia sigaretta. Lei mi chiede da accendere ed inizia ad attaccà bottone.
Mo occhio Spò, sarò un cojone ma non so stupido, sentivo lontano un miglio puzza de ‘nculata brutale, una de quelle che te spezza il fiato e te fa piagne come na vagina ben lavorata e dopo finito lo stupro, te lascia li, sporco e al freddo, a vergognatte della tua esistenza.
Fatto sta che stavo al gioco perché se ce stava solo una possibilità su cento che me la dava, a gratis, co quelle bocce, io ce stavo.
Ormai allullito dal quei occhi verdi me metto a fa il simpatico, e allora la stronza lancia l’amo, pronto a pescare un pesce più grande di quello che sperava (spero).
Me fa- Beh sei stato proprio caruccio a darmi da accendere. Perché non passi a lavoro da me? Sto qua dietro!-
Volume 2Spo ripeto, non se vedeva che era na mestierante, era si vestita da cagna, ma come tante, nulla di più.
Io da fagiolone je dico- Dimmi allora, che lavoro fai?- Capitò?! Nella testa mia quella ce stava a provà per davvero!
Lei risponde con un sorriso semplice ed innocente- La mignotta!-
Forse siamo davanti ad una evoluzione della troia, quelle che vanno letteralmente in giro a caccia di clienti, quelle che fanno le PR de se stesse, capace che tra un po’ iniziano a citofonà a buffo pe i palazzi pe vedè se qualcuno vole un servizio de lingua.
Credo che ci avrò messo almeno almeno 5-6 secondi prima di capire. Me so fatto na grassa risata, l’ho salutata ringraziandola di cuore per avermi fatto passare 3 minuti illusori da adone quale non sono, e con la mano dentro alle mutande so entrato in macchina. Li sfregi che jo fatto alla vergine Maria, da dentro la mia micra infuocata dal sole, lo sa solo quel figlio della colpa di Gesù. Tangenziale a 110km/h, imbocco in ufficio, mi padre mi guarda e mi chiede come è andata, io lo ignoro. Scendo giù nel seminterrato e mi calo i pantaloni pronto a finire quella scopata che tanto mi ero immaginato e che pensavo si sarebbe realizzata. Sborrata liberatoria sul muro e via, la giornata continua.
Al prossimo racconto d’amore, tuo famoso Voyer de cazzate, Saruman.”

Evolvetece:

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