I romantici ricordi di Horiboto sulle strade di Roma

“Quando frequentavo di più il meriticcio avevo le mie tattiche e le mie zone preferite.
Non sono mai stato un amante del laghetto, come della Tiberina. Benche meno della polense. Ho fatto le ossa sulle stradali fuori Roma. L’asse attrezzato a Frosinone tra le fabbriche fu il primo campo di battaglia. Le mignotte all’epoca erano nigeriane e albanesi. Le albanesi più avvenenti.
Erano tutte in trasferta, per farsi una scopata come si deve non parlo dei venti minuti tra bocca e figa si aspettava la smessa lavori. Le si riaccompagnava a casa e si azzuppava il biscottino, con tutta la foga dettata dalla lunga attesa. Le più, anche se stanche, erano riconoscenti e a volte ti facevano scopare gratis, e se ti capitava quella che non era stanca o che gli gustava, ti offriva un servizio con i fiocchi.
I missili erano pochi una robba impensabile adesso. Certo una volta mi capitò una nera che mi si addormento sul cazzo mentre mi faceva un bocchino, un paio di volte lo fece anzi, tanto da pensare che soffriva di narcolessia. Per un po’ siamo rimasti anche in contatto. Poi si trasferì fuori Italia.
Altra strada che bazzicavo era la Portuense una giungla all’epoca e le vie limitrofe nei giorni di pioggia erano una manna dal cielo. Passare pomeriggi interi in macchina con una zoccola non era rado. E per forza di cose se non eri proprio negato qualche extra ci usciva. Sulla Portuense prima di Corviale c’è una villa la cui targa recita “la mia Africa”, non so se la citazione è del tutto casuale.
Volume 2Poi venne il servizio militare e l’esperienza fuori porta tra Genova, Torino ed Ancona. Quando feci il militare io, Ancona era l’unico aeroporto in Italia che tramite la Blu Panorama faceva il volo Italia – Cuba. Ma non vorrei passare per un brontolone nostalgico, perché altre strade successive hanno trastullato a dovere il mio uccello. Il red carpet o la colombo con Caracalla, Trigoria, la Nettunense e Santa Palomba per poi ritornare a Sezze e Mondragone.
Questo breve escursione non per menarmela ma per dire che nella vita del mignottaro come in quella di tutti o giorni non c’è un mantra, una regola fissa ma tante varianti che andrebbero sperimentate, come fa un buon analista di borsa. Ma una cosa tengo sempre a mente evitare le situazioni che già di perse portano ad una cosa sbrigativa, strade ad alta densità di passaggio, rischio sicuro di guardie, orari di massima affluenza dove la tipa vuole massimizzare il guadagno. Poi la sola o la doppia libidine con i fiocchi e sempre li dietro l’angolo.
Ma questo fa parte del gioco.
Horiboto”

Circumnavigatece:

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